Passa ai contenuti principali

L'ora della poesia



Tu sei il mio compagno
disperato e perduto 
Tu sei il porto
ultimo rifugio
alle tempeste attraversate
Anima vagabonda
su mari senza orizzonti
dimentica di ieri
Veleggio riparata da insenature
su oceani di pensiero
ti riprendo e ti abbandono 
dissacrante speranza
ultimo tragurado dela vita
distante nel tempo. 



Come una rondine
il contadino
finito l'autunno
aspetta fiducioso
il ritorno della primavera.
Io non avrò più primavere
è giunta l'ultima stagione 
I fiocchi di neve che si posano
a ricordare le chiome
un tempo dorate
le poche ore di sole
che illuminano brevemente i ricordi
sempre più rarefatti
i passi affrettati
per rientrare prima del buio
E la notte
Lunga e gelida
che mi aspetta
al confine del nulla.



Scompigliami i capelli
così come hai fatto con l'anima
poi accarezzami prima dell'abbandono
voglio le tue mani scorrermi sulla pelle
stringimi
portami dal cielo all'abisso
rendi naufraga
annaspare
cercami
trovami
riabbondami
nel moto perpetuo
dell'orgasmo primordiale
 

Commenti

Post popolari in questo blog

INVENTIAMOCI NUOVE COSE

Sono confinata. Da oggi il coronavirus ci ha imposto restrizioni piu' pesanti e per almeno tre settimane è vivamente sconsigliato ogni tipo di frequentazione"ravvicinata". Altro che pensieri che avevo  per quando sarei andata in pensione.  Avevo previsto cinema, gite giornaliere per rivedere città d'arte, musei e tutto questo non si farà a breve. Reinventiamo pure un'altra volta la giornata.  Come donna ho piu' possibilità di trascorrere le ore distraendomi: invece del bucato in lavatrice ho inziato a lavare biancheria e maglioni a mano, come si faceva un tempo. I cassetti da riordinare ci sono sempre. Buona occasione per pulire credenze e armadi all'interno. Ma se avete un uomo in casa...auguri!!! Lui come passerà il tempo? E se non trova il modo quali ripercussioni avremo noi donne? A volte resto in silenzio e i pensieri si rincorrono: mi chiedevo se alle persone che sono in quarantena per virus si rompe il televisore. Come faranno? Non tutti sono le...

FERRARESI AL VOLANTE

Che i ferraresi siano lenti è un dato di fatto che chiunque arriva da fuori riscontra subito: si dice che siano le nebbie, la pianura padana, Ferrara sotto il livello del mare, ecc., ecc. Comunque sia, resta questa immobilità semi-catatonica. Vorrei parlarvi del ferrarese medio al volante: quello che dopo 6 minuti di sosta al semaforo rosso non pensa sia giunto il momento di inserire la marcia per velocizzare la partenza al momento giusto, ma aspetta che sia scattato il verde (e di accorgersene!) cosicché riescono a passare si e no 5 macchine, che poi ritorna il giallo. Oppure conosco quello che a 35 km orari, si avvicina al semaforo che è verde, rallenta un altro po' e quando arriva il giallo con un poderoso sprint raggiunge i 70 Km orari e riesce a passare con il rosso già scattato. Comunque ho scoperto un trucco per difendermi da questi sonnacchiosi concittadini: provate e vedrete!! Quando li trovate in mezzo alla strada alla velocità di una bicicletta, ...

voglio restare qui

  Voglio restare qui la fiamma accesa custodisce il profumo dei ricordi Immagini in bianco e nero navigano su barchette di carta in balìa del vento L’orologio   sul campanile a ricordare il tempo che scorre Un’altalena di partenze e ritorni che mi svuotano l’anima Voglio restare qui a guadare le riprese della telecamera che mette a nudo verità inconsuete Posso lasciare il palcoscenico oppure cambiare film Sono io che decido la trama, io che scelgo chi domani sarà al mio fianco